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20.11.09

Obama risponde a blog cubano


Nelle foto: Barack Obama e Yoani Sanchez.

Vi ho parlato proprio due giorni fa dell'iniziativa di Wired Italia di proporre la rete come candidata ufficiale per il Premio Nobel per la Pace.
Ed ecco oggi un nuovo esempio su come la Rete ha rivoluzionato il modo di comunicare, anche in quei paesi privi di libertà di parola come Cuba.

Barack Obama, infatti, ha risposto a
Yoani Sanchez, giovane dissidente cubana che ha rivolto alcune domande al Presidente USA tramite il suo blog, Generacion Y (www.desdecuba.com/generaciony)
Il blog è in prima linea sulla denuncia di violazioni dei diritti e carenza di libertà d'espressione dell'Isola.
Obama, risponde come 'Internet abbia offerto a te e altri cubani di esprimersi liberamente. Io e tutti gli americani ci uniamo a voi aspettando il giorno in cui tutti a Cuba possano esprimersi liberamente in pubblico senza timori'.

Così il Presidente Usa continua a stupirci compiendo azioni assolutamente innovative per una delle cariche politiche più influenti al Mondo.
Chissà che pomeriggio non mi mandi un messaggio privato su Facebook, oppure mi richieda l'amicizia, io aspetto caro Obama.

18.11.09

Internet for Peace





Ottima idea quella del mensile Wired Italia, che promuove il progetto "Internet for Peace", candidando ufficialmente la Rete al Nobel per la Pace 2010.

L'idea, a cui sarà dedicata la prossima uscita della rivista, vanta numerosi supporter d'eccellenza: il premio Nobel per la Pace Pace Shirin Ebadi, il prof. Umberto Veronesi, Giorgio Armani e le redazioni di Wired Usa e Wired Uk.

«È inusuale e sorprendente» scrive Veronesi nel numero di Wired Italia in uscita «proporre il Nobel per la Pace a favore di un mezzo di comunicazione di massa invece che di una o più persone». Ma, prosegue il professore, chi, dal futuro, si volgesse a controllare i nomi dei vincitori del premio di questi anni, troverebbe Internet accanto ad Al Gore e Barack Obama e avrebbe la fotografia fedele della parte migliore della nostra epoca.
Il manifesto del progetto sarà online da venerdì prossimo su:
http://www.internetforpeace.org/




Così la Rete continua a stupirci: nel 2006, il Time seglieva noi e voi come personaggi dell'anno ("Person of the year: YOU."), riferendosi al grande successo di massa che aveva avuto nel 2005 Youtube, oggi si propone addirittura come Premio Nobel per la Pace.

Sembra che il successo di Internet sia una risorsa rinnovabile, senza fine, di certo una delle più grandi invenzioni dell'uomo.
In un'epoca dove la comunicazione e l'informazione sono diventate indispensabili, la Rete non smette mai di deluderci.

17.11.09

Pensionato d'eccellenza


Nella foto: lo stilista Valentino.


Valentino è in pensione da ormai qualche anno ma, malinconico, rimpiange la sartoria.
Ammette che con la crisi non potrebbe nemmeno esprimersi come un tempo.
Infatti, spiega lo stilista: "Quegli abiti costosi oggi non si fanno più, il rimpianto c'e' ma sono anche contento di essere fuori, con questa crisi".
Così, lo stilista che ha vestito ben 9 vincitrici del premio Oscar, spiega alla presentazione del docu-film su di lui, "Valentino, The last emperor", diretto dal regista Matt Tyrnauer.

Il film, che racconta gli ultimi due anni di attivita' dello stilista, passando dalla vita privata a quella pubblica, ha avuto un'ottima accoglienza alla Mostra del cinema di Venezia 2008 e al festival di Toronto.
Continua a raccogliere consensi in America e prosegue verso la candidatura all'Oscar che sembra ormai un dato certo. Gli Stati Uniti stanno mostrando un'accoglienza molto calorosa verso questo film.
Molte le star che hanno partecipato alla promozione della pellicola, ultima testimonial di eccellenza, Madonna, qualche giorno fa a New York.

In Italia, sarà proiettato solamente in 10 sale dal 20 novembre.


Il trailer del film.

26.9.09

Elvis is alive!




Per celebrare il suo 75esimo compleanno, a 32 anni dalla morte, uscirà in tutto il mondo il 30 ottobre il nuovo disco di Elvis Presley, Re:Mixes.
L'album ha l'approvazione e il supporto ufficiale della Elvis Presley Estate e degli eredi di Elvis, contiene 14 brani con la voce originali di Elvis remixati dal dj e produttore italiano Agostino Carollo, alias Spankox.




Tracklisting:

1. One Sided Love Affair (Spankox Re:Mix- Highpass Radio Edit)
2. (Now And Then There's) A Fool Such As I (Re:Mix - Highpass Radio Edit)
3. Hound Dog (Spankox Re:Mix - Highpass Album Mix)
4. Let Me (Spankox Re:Mix - Eyes Cream Radio Edit)
5. Lover Doll (Spankox Re:Mix - Highpass Radio Edit)
6. A Big Hunk O' Love (Spankox Re:Mix - Highpass Radio Edit)
7. Paralyzed (Spankox Re:Mix - Highpass Album Cut)
8. King Creole (Spankox Re:Mix - Highpass Edit)
9. Poor Boy (Spankox Re:Mix - Highpass Album Cut)
10. How Do You Think I Feel (Spankox Re:Mix - Highpass Album Cut)
11. When My Blue Moon Turns To Gold Again (Spankox Re:Mix - Highpass Album Cut)
12. I'm Gonna Sit Right Down And Cry (Over You) (Spankox Re:Mix - Highpass Album Cut)
13. We're Gonna Move (Spankox Re:Mix - Ago Album Edit)
14. Blue Moon Of Kentucky (Spankox Re:Mix - Highpass Extended Mix)

25.9.09

Il film sulla storia di Facebook


Nella foto Mark Zuckerberg.


Ora è ufficiale, un film racconterà "l'impresa" di Mark Zuckerberg, Facebook.

Per non sprecare nemmeno un millesimo di quella fonte di denaro che è il celebre social network, Facebook si trasferirà dal monitor al grande schermo.

Le riprese del film, scritto da Aaron Sorkin, cominceranno il mese prossimo a Boston.

Il regista David Fincher e la Columbia Pictures hanno scelto il cast di "The Social Network", il film sulla nascita di Facebook.

Jesse Eisenberg sara' Mark Zuckerberg, l'inventore di Facebook, Justin Timberlake avra' il ruolo di Sean Parker, cofondatore di Napster diventato presidente fondatore di Facebook mentre Andrew Garfield sara' l'altro cofondatore del social network Eduardo Saverin.


22.9.09

Obama al David Letterman Show


Nella foto: Barack Obama e David Letterman.

Obama ci ha stupiti sin dall'inizio, quando con tenacia e innovazione ha iniziato la scalata alla Casa Bianca fino allo scorso gennaio, quando è diventato presidente.

Un Presidente a cui di certo non manca la comunicazione, Facebook, Youtube e Twitter per citarne alcuni, ma non si fa mancare neppure la possibilità di sedersi sulla poltrona di un late show.
Per la prima volta nella storia, un presidente degli Stati Uniti in carica è stato ospite del David Letterman Show.

"Ha detto di sì, senza pensarci, proprio come Bush ha fatto con l'Iraq", spiega il comico della notte nella seconda delle "dieci ragioni" che hanno indotto Barack Obama a scegliere il Late Night Show della Cbs per la vigilia del suo debutto alle Nazioni Unite dove apre il vertice sul clima.

Unico ospite per 35 minuti all'Ed Sullivan Theater di New York, Obama ha utilizzato la serata per rilanciare il messaggio alle masse.

Dopo qualche battuta iniziale sulle figlie Sasha e Malia ("mi preoccupa quando saranno teen-ager e andranno agli appuntamenti coi ragazzi circondate da uomini armati") e un affondo ironico sul tema del razzismo ("E' importante sottolineare che ero nero prima di essere eletto"), ha virato presto su temi seri: dalla sanità, all'economia, all'Afghanistan.

Obama ha affrontato l'economia, in vista del vertice del G20 che si apre il 24 settembre a Pittsburgh: la disoccupazione sarà "un grande problema almeno per ancora un anno", ha detto il presidente.
Letterman ha poi chiesto a Obama di spiegare la sua posizione sul'Afghanistan dopo la fuga di notizie sulla necessità di rinforzi: "La gente che ha ucciso 3.000 americani era basata in Afghanistan. Sono stati ricacciati nelle montagne ma sono ancora lì. Sono indeboliti, ma sono ancora lì", ha risposto Obama, che ha confermato però la sua intenzione di una pausa di riflessione prima di decidere sull'invio di nuove truppe. "Il paese è stanco della guerra. A questo punto dobbiamo avere una strategia coerente che funzioni. Devo far sì che ne valga il sacrificio prima di decidere ulteriori dislocamenti di truppe", ha detto il presidente nella settima apparizione televisiva in 48 ore.



Obama ospite del David Letterman Show.

21.9.09

Parnassus


Nella foto Tony (Heath Ledger).

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo è l' ultimo film di Terry Gilliam, scritto dallo stesso Gilliam con Charles McKeown.

La pellicola è il 14° film di Terry Gilliam, e segna l'ultima interpretazione di Heath Ledger, scomparso nel gennaio 2008.

Il film narra la storia del Dottor Parnassus (Christopher Plummer), affiancato da Anthony "Tony" Shepherd (Heath Ledger); quest'ultimo si trova ad affrontare un viaggio magico in uno specchio che il Dottor Parnassus ha avuto grazie ad un patto con il diavolo Mr. Nick (Tom Waits), il quale pretende l'anima della giovane Valentina (Lily Cole), figlia di Parnassus.

Heath Ledger è deceduto durante una pausa dalle riprese, così il film fu sospeso.
Ledger doveva ancora interpretare tutte le riprese nel mondo magico oltre lo specchio, in studio con l'ausilio del blue screen.
Sono state proposte due alternative per concludere il film: usare stratagemmi digitali per completare l'opera, oppure fare interpretare il personaggio di Ledger da altri attori modificando leggermente lo script.

Così decisero di ingaggiare altri tre attori, amici dell'attore scomparso, Johnny Deep, Jude Law e Colin Farrell, che hanno donato i loro guadagni del film alla figlia di Ledger.

A giustificare il cambiamento dei tratti del viso del personaggio di Tony nella sceneggiatura, vi è lo specchio magico, infatti Tony cambierà aspetto ogni volta che entrerà nello specchio.


Nelle foto: Heath Ledger, Johnny Deep, Jude Law e Colin Farrell.


Per visitare questo fantastico mondo fatto di immagini sensazionali, dovremo aspettare il 16 ottobre.

Con un cast stellare che vede quattro tra gli attori più talentuosi e belli di Hollywood, Tom Waits nelle vesti del diavolo, la bellissima Lily Cole e la regia di Terry Gilliam, questo film promette senza alcun dubbio di stupirci e lasciarci senza fiato.


Intanto godiamoci alcune immagini e il trailer.


Un'immagine dal set durante le riprese.


Nella foto Christopher Plummer e il regista Terry Gilliam.


Nella foto Lily Cole.


Il trailer del film.

15.9.09

The Beatles



09.09.09, i Beatles entrano nel futuro.

Sciolti nel 1970 dopo una carriera durata 10 anni, i Beatles continuano a far parlare di sè, e lo fanno in gran stile, piombando bruscamente nel futuro con due uscite, un nuovo cofanetto con tutti gli album rimasterizzati in digitale e con un videogame in stile GuitarHero, che sicuramente avvicinerà anche le nuove generazioni alla famosa band.


Il cofanetto



I loro dodici album più Magical mystery tour (che entrò ufficialmente in catalogo nel 1987) e Past Masters vol. I e II (riuniti su doppio cd) sono stati rimasterizzati per la prima volta in digitale.
Il prezzo è variabile: singolarmente costano 20 euro ciascuno (30 per i doppi), poi c’è il cofanetto a 280 euro (con l’aggiunta di un minidocumentario in dvd) e la confezione extralusso da 330 euro con i mixaggi in mono dei dieci album e i Mono Masters.

Roba da far commuovere i fan più accaniti.
Certo, subirà anche delle critiche, per alcuni, il suono vecchio fa buon brodo, ma ci assicurano che questa edizione è esattamente come avrebbero registrato i Beatles al giorno d'oggi, con risultati sorprendenti.
Potremmo ascoltare i Beatles, esattamente come loro stessi si sentivano in cuffia negli Abbey Road Studios mentre registravano quarant'anni fa.
Suoni puliti e potenti. Vivi.



Il videogame





The Beatles - Rock Band
, questo è il titolo del videogioco in stile Guitar Hero tutto dedicato al Fab Four.
Un viaggio interattivo nella loro carriera: locali, concerti, abbigliamento e strumenti.
Simulazione del tour nel periodo 1963-1966 e delle registrazioni in studio tra il 1966 e il 1969.
Gli strumenti sono perfette repliche digitali:
le chitarre Rickenbacker 325 e Gretsch Duo Jet di John Lennon e George Harrison, il bass controller Hoefner di Paul McCartney e la batteria Rock Band 2 con marchio Ludwig ispirata a quella di Ringo Starr.
Il videogioco è stato lanciato sul mercato con uno spot davvero suggestivo.


Lo spot del videogame


Alcune immagini del videogame


Così i Fab Four di Liverpool non smettono di stupirci, rinnovarsi e farci innamorare,
anche quarant'anni dopo il loro scioglimento.

Paul McCartney in un'intervista della scorsa settimana, rivela che i Beatles presero in considerazione l'idea di riunirsi dopo grosse offerte di denaro di alcuni sponsor.
McCartney confessa che nonostante i timori che la reunion potesse rovinare la loro reputazione, i Beatles considerarono le offerte ma alla fine rinunciarono. ''Anche se le proposte erano davvero imponenti - ha detto McCartney - e c'era gente disposta a pagare, ne abbiamo parlato, ma abbiamo tutti pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato'.

E forse è stato meglio così, anche se rimarrà sempre una punta di curiosità, ormai insanabile.

Pininfarina e i nuovi distributori Coca-Cola



Nella foto il nuovo distributore 'Coca-Cola Freestyle'.


La Coca-Cola Company ha scelto Pininfarina per disegnare il nuovo distributore automatico di bevande brevettato 'Coca-Cola Freestyle', introdotto sul mercato questa estate in fase di test.

Grazie alla tecnologia, il distributore sarà in grado di erogare più di cento bevande differenti.

La societa' del gruppo Pininfarina specializzata in product e interior design,
Pininfarina Extra, ha collaborato con il team di industrial design di The Coca-Cola Company per progettare i nuovi distributori che saranno dotati di sistema touch-screen per la scelta del prodotto.


Il nuovo distributore in funzione.



12.9.09

Il codice Warhol



Nella foto Andy Warhol.

LOS ANGELES - Secondo quanto riferito dalla polizia, sono stati rubati molti dipinti di Andy Warhol dal valore di milioni di dollari, dall'abitazione di un uomo d'affari di Los Angeles.

Tra le opere d'arte rubate ci sono 10 dipinti molto noti, realizzati da Warhol alla fine degli anni 70, che hanno per soggetto atleti famosi: il pugile Mohammed Alì, la tennista Chris Evert, la star dei Los Angeles Lakers Kareem Abdul-Jabbar, la pattinatrice Dorothy Hamill e anche l'ex stella del football O.J. Simpson.


Nelle foto alcuni dei dipinti rubati.


I quadri erano stati commissionati dall'uomo d'affari e collezionista Richard Weisman e sono stati rubati dalla sua casa di West Los Angeles.

La portavoce ha aggiunto che i quadri erano appesi nella sala da pranzo di Weisman e che la governante che non li ha più visti sulle pareti, ha denunciato il furto il 3 settembre.

L'abitazione, secondo la polizia, non riporta segni di scasso. I ladri non hanno rubato nient'altro, e hanno lasciato sul posto molti altri quadri di Warhol.

Il collezionista ha offerto 1 milione di dollari di ricompensa per i quadri rubati, che includono anche un ritratto dello stesso Weisman.

"Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti." Andy Warhol.

Dopo un furto da oltre 10 milioni di dollari (circa 6,8 milioni di euro), anche questi ladri avranno di diritto i loro quindici minuti di notorietà.


8.9.09

Machete, al cinema!



Il fake trailer che apriva le danze ad uno dei migliori splatter horror di tutti i tempi, Planet Terror, arriverà al cinema, questa volta sul serio.

Non nascondiamo la verità, quando il regista Robert Rodriguez ha annunciato al mondo che dal fake trailer "Machete" avrebbe realizzato un film, abbiamo esultato.

L'ennesimo tributo ai b-movie, sarà colmo di armi, sparatorie e sangue, e oltre ad avere la piena benedizione di Quentin Tarantino, il film vanterà la presenza di innumerevoli star.

Nel film saranno presenti, oltre al baffuto protagonista Danny Trejo, Robert De Niro, Steven Seagal e Don Johnson, la splendida Jessica Alba, Michelle Rodriguez, Cheech Marin e Jeff Fahey.




Le riprese sono iniziate lo scorso Luglio, perciò dovremo aspettare ancora un pò di tempo prima di poterci gustare la pellicola al cinema, ma se non state più nella pelle, potete rinfrescarvi la memoria e leccarvi le pupille con il fake trailer.


7.9.09

Libeskind. Rappresentare l’irrappresentabile.



7 settembre 2009
.
A pochi giorni dall’ottavo anniversario dagli attentati di New York.
Sull’argomento chiunque e in qualsiasi contesto si è sentito giustificato a dire la sua, come se il solo fatto di averne visto le immagini regalasse il diritto di pronunciarsi e giudicare.

Otto anni fa il celebre musicista tedesco Stockhausen definì l‘11 settembre 2001 “la più grande opera d’arte possibile nell’intero cosmo”.
Subito fu attaccato su tutti i fronti, venne frainteso e considerato un insensibile.
Con le sue parole, però, non stava esprimendo che un semplicissimo concetto: per la prima volta la realtà era riuscita a superare l’arte ed era riuscita a farlo per il solo fatto che l’immagine di due torri fumanti era stata vista in contemporanea da tutto il mondo e che tutto il mondo in quel momento ne era stato rapito.

E mentre i telegiornali propongono ogni anno il loro consueto servizietto commemorativo, si continua a parlare veramente poco della “ricostruzione“, di ciò che si è iniziato a fare a partire da quell‘autunno di otto anni fa per rendere omaggio, non dimenticare o semplicemente ripartire da quota zero.

“Abbiamo bisogno di qualcosa di drammatico, inatteso e spirituale che ci aiuti a comprendere la nostra vulnerabilità, la tragedia e la perdita che abbiamo sofferto”: con queste parole l’architetto di origine ebraico-polacca Daniel Libeskind si pronunciò nel 2004 ancora prima di vincere il concorso per la ricostruzione di Ground Zero.

L’idea del brillante architetto, già autore di opere come il monumento alla memoria e il Jewish Museum di Berlino, ruota attorno al concetto di un “antimonumento” che attraverso l’espressione dell’incapacità di rappresentare quanto accaduto, possa confrontarsi con la tragedia, non seppellirla.


Jewish Museum, Berlino.



Holocaust Memorial, Berlino.


Non ricostruire, quindi, nuovamente le Torri Gemelle ma di un piano più alto perché altrimenti “è come se i terroristi avessero vinto” come dichiarò l’antagonista costruttore Donald Trump, ma semplicemente rappresentare l’irrappresentabile, senza monumenti imponenti o grattacieli indistruttibili.
Per il momento su Ground Zero aleggiano due semplici fasci di luce.


I fasci di luce di Ground Zero, New York.


Eppure, passeggiando per Manhattan, chiunque viene richiamato a prestare loro il proprio sguardo, esattamente come siamo costretti a fare tutti prima o poi con le peggiori paure da cui tentiamo di scappare ma che inevitabilmente ritornano, implorando e pretendendo la nostra attenzione.

www.daniel-libeskind.com

6.9.09

Woody Allen - Whatever works



Nella foto Woody Allen.


Woody Allen torna negli States.

Dopo quattro film girati in Europa, il regista statunitense fa ritorno nella sua amatissima New York con "Whatever works" (Basta che funzioni), presentato al Tribeca Film Festival.

Il film parla di uno scienziato (Larry David) pieno di amarezza e rancore che è andato a un passo dal vincere il premio Nobel, che tenta due volte il suicidio, finchè un giorno non ospita in casa una ragazza estremamente ignorante (Evan Rachel Wood) che finisce per sposarsi.


Nella foto i due protagonisti, Larry David e Evan Rachel Wood.


Allen propone temi alti trattati con la solita genialità e leggerezza: si discute dell'esistenza di Dio, della ricerca angosciata della felicità e della fragilità delle relazioni sentimentali.


A rispondere al perchè non abbia interpretato lui stesso il protagonista è lo stesso Allen che dichiara: "Ho preferito affidare la parte a Larry David perché è uno di quegli attori che riesci ad amare anche quando interpretano personaggi bruschi e amari. Io avrei portato nel film un elemento comico, che avrebbe stonato con la storia".

Il film verrà distribuito in Italia da Medusa a partire dal 18.09.2009.


Il trailer di "Whatever works"
.

30.8.09

Quello che vedi è quello che vedi.



"Quello che vedi è quello che vedi."
Frank Stella.


Chi l’ha detto che l’arte contemporanea deve essere per forza incomprensibile e deve rimandare a chissà quale universo parallelo?

E’ questa la professione di fede dell’artista minimalista che a soli 33 anni ottenne una retrospettiva dal M.O.M.A.: non mostrare niente di più di quello che c’è.

Basta quindi con ogni pretesa spiritualistica per l’arte e con le lunghe riflessioni davanti ad un quadro che si concludono tutte con la tipica espressione di chi finge di aver colto il senso profondo della vita, mentre invece non ha neanche capito perché ha pagato l’ingresso al museo.

E noi, poveri stupidi, pensavamo che ogni tentativo originale di proporre un’arte davvero per tutti si fosse ormai esaurito, che tutto fosse stato detto e tutto fosse stato fatto e che in fondo dopo l’esemplare parentesi della Pop Art fare arte contemporanea avrebbe significato -come in effetti è avvenuto- proporre arte di nicchia, comprensibile solo a pochi fortunati eletti.

E sempre noi che pensavamo che non ci fosse gesto più estremo che abbassare l’arte alla vita trasformando un supermercato in un museo o innalzare la vita all’arte ribaltando un orinatoio e mettendolo in un museo, dobbiamo ricrederci.



Cosa c’è di più Pop -o popolare- di un artista che ci dice che non c’è nulla da interpretare, che ci dice che oltre il quadro non c’è nulla da vedere perché quello che stai vedendo è esattamente ciò che devi vedere?

Detto questo, non servono grandi genii per capire la sua arte e il perché è molto semplice: non c’è proprio nulla da capire.


Riuscite a trovare qualcosa più Popolare di cosi?


24.8.09

Chriz's Interview - Dada



Intervista a Dada, fot
ografa.

Nella foto Dada.



Chriz:
Pensi che in Italia ci sia spazio per i giovani che vogliono affacciarsi al mondo della fotografia, o temi di finire a fare foto ai matrimoni? Progetti per il futuro?

Dada: Ritengo che l’Italia non sia molto interessata ad una ricerca del talento. Paradossalmente sono molto più gli artisti stranieri ad essere promossi nel nostro paese.

Nonostante ciò non mi scoraggio : sgomiterò e morderò, e per quante innumerevoli porte potranno deturpare la mia faccia continuerò a sperare che almeno una resterà aperta per me.

Cosa vedo nel futuro? Non lo so. Posso dirti cosa vedo nel presente : passo le mie giornate scrivendo, dipingendo e scattando e sono questi i momenti nei quali io sento di aver trovato il mio posto.
Poi ci sono gli altri momenti, quando sono ancora lì con le mani che puzzano di acqua ragia , e mi fermo a pensare : non sarà troppo azzardato vivere un sogno?



Chriz:
Analogico o digitale? Pensi che la facilità con la quale è possibile scattare e ottenere i risultati, oggi, abbia compromesso la fotografia?

Dada:
Quando guardo le foto che mio padre scattò negli anni 70 con la sua Pentax k-1000 penso a quanta magia ci fosse nell’utilizzo della pellicola. La fotografia non era per pochi ma la qualità era alta per tutti. Sviluppo e stampa in un ora? Nemmeno a pensarci.

Quel che è certo è che oggi la fotografia è un così detto “fenomeno di massa”. Tanti i lati negati che tutti conosciamo e che non ho intenzione di mettere in dubbio. Ma quelli positivi?

Bastano due minuti su quella galleria online chiamata “FLICKR” per scovare decine di geni.

Se dovessi scegliere tra analogico e digitale? Non posso rispondere ma ti dirò solo che quando esco di casa non dimentico mai la mia reflex analogica, la reflex digitale, la diana e un rossetto.



Chriz:
Fotografare oggi, finisce dopo il click o continua su un mac?"

Dada:
E’ una scelta. Io sono un tipo da Mac, decisamente.


Chriz:
Hai avuto esperienze professionali nel campo della fotografia? Se sì, quali sono le tue impressioni?

Dada:
Purtroppo non ho ancora avuto esperienze professionali. Posso solo dirti che di recente ho ricevuto qualche contatto da professionisti interessati al mio lavoro e al mio mondo. Incrociamo le dita!


Chriz:
Da cosa è composto il tuo armamentario fotografico? Quale macchina fotografica utilizzi di più?

Dada:
Un’ anzianotta Canon 400D, una Yashica FX-3 , la Pentax k-1000 di mio padre, una Rolliflex e la Diana. Quasi dimenticavo il ring-flash e fish-eye. E come ho già detto le porto tutte con me.




Chriz:
Tutti siamo influenzati da autori del passato o da ciò che vediamo tutti i giorni intorno a noi. Chi o cosa influenza di più i tuoi scatti?

Dada:
Citandone alcuni : Cindy Sherman, Pierre et Gilles, Annie Leibovitz, Thomas Ruff, Spencer Tunick, Robert Mapplethorpe.


Chriz:
Hai frequentato l' Istituto Europeo del Design, quanto ti da una scuola e quanto ci metti di tuo? Raccontaci la tua esperienza allo IED.

Dada:
Ho frequentato per due anni lo IED e per il prossimo anno sono un po’ incerta. Per giunta sono al secondo anno di Filosofia Estetica presso l’Università degli Studi di Milano. Devo valutare da quale di questi due percorsi io possa ricavare più stimoli e ispirazioni.


Chriz: André Basain in "Che cos'è il cinema?" affermò che la fotografia è un'imbalsamazione, un fossile della realtà e che il cinema ha finalmente potuto sciogliere questo incantesimo e liberare la vita. Eppure i primissimi esperimenti cinematografici consistevano in una fotografia semplicemente "messa in movimento". E' possibile secondo te, mettere in movimento una fotografia senza l'ausilio del cinema?

Dada:
Basti ricordare le cronofotografie di Marey e Muybridge ,gli esperimenti dell’avanguardia, e la fotografia narrativa , ma per me la forza della fotografia sta nel poter vivere in bilico tra il passato e il futuro. Non ci dice quello che accadrà né quello che è appena accaduto. Ma quello che sta accadendo sia nell’immagine che all’interno di chi la sta guardando. L’uomo voleva volare ed ha inventato l’aereo, voleva VIVERE per sempre ed ha inventato la fotografia.


Chriz: La pittura si è quasi sempre data l'obiettivo di ottenere il realismo, dopo l'Impressionismo, non ha più avuto alcun senso, perchè nacque la fotografia, Pensi che al giorno d'oggi, lo scopo della fotografia sia ancora cercare la realtà?

Dada:
Lo scopo della fotografia è, secondo me, il medesimo dell’arte : scoprire la realtà, ma quella intrinseca delle cose.


Chriz:
Il regista Jean-Luc Godard disse: "La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo", pensi che sia questa l'unica differenza tra il cinema e la fotografia?

Dada:
Il confronto tra cinema e fotografia è nello stesso tempo scontato ma difficile da affrontare. Per me esiste una differenza nel tempo che esse ci concedono per essere interpretate. Il fotogramma fugge via, il dettaglio può essere perso, una piccola distrazione potrebbe farti perdere di vista quell’immagine, quel particolare, quella luce. La fotografia è paziente, ti lascia il tempo di pensare, di guardare, di emozionarti, senza farsi trascinare nel vorticoso scorrere del tempo.


Chriz:
Infine, che numero di scarpe porti?

Dada:
34-35


Per maggiori informazioni su Dada: www.nakedada.com


Di seguito alcuni scatti di Dada.